Molti potenziali clienti non dicono “no” perché non credono nel valore: dicono “non ora” perché il primo passo sembra troppo grande, costoso o rischioso. Una offerta starter serve proprio a questo: ridurre la frizione senza svendere il servizio. Deve essere piccola, chiara, a perimetro chiuso e deve produrre un output utile anche se il cliente decide di non proseguire. Qui trovi un modello pratico per costruire una “starter offer” per servizi (marketing, siti, ads, contenuti). Se vuoi conoscere i focus dei servizi che offriamo come agenzia, la pagina di riferimento è questa: agenzia marketing.
Cos’è una starter offer e perché definirla
È un primo step a rischio ridotto: breve, con deliverable chiari, che crea fiducia e prepara il terreno per il lavoro successivo. Se vuoi collegarla a una strategia di pricing più ampia, consulta la guida sui pacchetti servizi e presentazione. La regola numero uno è che deve avere un perimetro chiuso: se il perimetro è vago, la starter diventa un mini-progetto infinito. Per gestire correttamente i tempi, è fondamentale definire degli SLA di approvazione e una corretta gestione delle revisioni.
Le 5 leve per ridurre la frizione (senza fare sconti)
Per far funzionare una starter offer devi agire su cinque punti chiave:
- Ridurre la durata: Il time-to-value deve essere di 7–14 giorni.
- Ridurre la complessità: Risolvi un solo problema specifico (es. tracking o dashboard).
- Ridurre il rischio: L’output deve essere utilizzabile (un template, un piano operativo).
- Ridurre le decisioni: Offri massimo 2 opzioni chiare.
- Ridurre la fiducia richiesta: Usa un proof stack per mostrare trasparenza e risultati.
Struttura e template di una starter offer
Ogni proposta starter dovrebbe seguire questo schema fisso di una pagina:
1) Titolo e Promessa: “Starter: [Risultato] in 10 giorni”.
2) Target: Per chi è e cosa risolve.
3) Deliverable: 3-5 punti specifici inclusi.
4) Input richiesti: Accessi e materiali necessari dal cliente per non far slittare la timeline. Usa un kickoff rapido per partire bene.
5) Timeline: Cronoprogramma chiaro (es. Day 1 kickoff, Day 10 consegna).
6) Cosa NON include: Per proteggere i tuoi margini.
7) Next Step: Come trasformare lo starter in un pacchetto “Standard”.
6 idee starter (pronte) per servizi marketing
Ecco alcuni esempi di perimetri chiusi che puoi posizionare subito:
1) Tracking lead pulito: setup GA4 eventi lead, Meta CAPI e tracciamento form.
2) Dashboard KPI: creazione di un modello dashboard a pagina singola.
3) Landing “Above the fold” fix: riscrittura hero e struttura landing basata sulla nostra checklist specifica.
4) Creatività Meta Ads: pack di test con metodo A/B test e visual direction.
5) Brand Narrative: definizione di narrative in una pagina e reason-to-believe.
6) SEO Start: ottimizzazione di una pagina chiave (title/meta) e audit delle priorità.
Checklist finale (da copiare):
- [ ] Durata 7–14 giorni con un solo obiettivo
- [ ] Deliverable chiari e output utilizzabile
- [ ] Input richiesti dal cliente esplicitati
- [ ] Massimo 1-2 round di revisioni
- [ ] Prezzo fisso (non a ore)
- [ ] Esempio di deliverable mostrato (proof)
- [ ] Next step verso lo Standard già definito
Se la tua offerta riguarda l’advertising, ricorda di chiarire bene la differenza tra fee e percentuale prima di chiudere lo starter.
Domande frequenti: offerta starter servizi
La starter offer è uno sconto?
No. È un perimetro più piccolo con output chiari. Riduce il rischio percepito dal cliente, non il valore della tua consulenza.
Quanto deve durare effettivamente?
L’ideale è tra i 7 e i 14 giorni. Se dura di più, perde la sua funzione di “acceleratore” e torna ad essere percepito come un progetto complesso.
Includo l’implementazione o solo la strategia?
Includi sempre un’implementazione concreta. La sola consulenza spesso viene percepita come “astratta” e non riduce la frizione all’acquisto quanto un tracciamento impostato o una pagina riscritta.
Come evito che resti un caso isolato?
Presenta fin dall’inizio lo starter come il “modulo zero”. Alla consegna finale, mostra come i risultati ottenuti si collegano naturalmente al piano d’azione standard.

