Gestire i social media: appunti per Instagram – Comunicare significa scambiare

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Nella gestione dei social media dobbiamo sempre ricordare che comunicare vuol dire anche scambiare. Come sappiamo, la differenza principale che distingue Instagram dagli altri canali social, che permettono la condivisione di contenuti multimediali di diversi tipi, sta nel fatto che Instagram impone primariamente l’utilizzo della comunicazione visiva.

Se si è in grado di usare questo aspetto, però, non si tratta di un limite: l’infrastruttura di Instagram è infatti capace di offrire grandi potenzialità di storytelling, una non trascurabile funzionalità per i dispositivi mobile e una natura essenzialmente “comunitaria” della comunicazione.

 

La comunicazione che si realizza su Instagram è costituita fondamentalmente dallo scambio che si dà tra i diversi profili, sia che si tratti di uno scambio tra utente e utente, sia tra una pagina di comunicazione e il suo pubblico. L’utilizzo degli hashtag, peraltro, riveste su Instagram il ruolo di un importante veicolo trainante dell’esperienza dell’utente, che viaggia tra profili e tematiche.

 

La diffusione e l’efficacia della comunicazione su Instagram è direttamente proporzionale alla capacità di rendere i propri contenuti appetibili, utilizzabili e propri di una quanto più larga fetta di pubblico. E’ per questo che la figura dell’influencer acquisisce in questo campo sempre maggiore importanza e visibilità per quanto riguarda il marketing e la comunicazione. Per una qualsiasi attività, il primario obiettivo da inseguire nell’impostare una strategia di comunicazione è quella di essere visibili su quanti più profili possibile.

 

In questo senso, ci fanno pensare molto le campagne pubblicitarie dei grandi produttori, che hanno basato il proprio operato, spesso, su un hashtag versatile e d’impatto, in grado di diffondersi nelle stories degli utenti di Instagram.

 

La comunicazione su Instagram, per questo, costituisce un insieme di pratiche che fanno riferimento ai principi dello scambio, dell’interazione, della massima circolazione e del coinvolgimento del pubblico. Non può funzionare l’impiego esclusivo dell’approccio unidirezionale, tipico delle campagne pubblicitarie classiche, in cui i propri contenuti sono diffusi massivamente in spazi pubblici: piuttosto, lo “spazio pubblico” di un mittente deve essere costruito per mezzo di nuove pratiche di comunicazione.

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