[Designer]monographs – Massimo Vignelli

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Design is One

Vignelli è stato un poliedrico designer italiano per il quale il design ha solamente un’unica disciplina.
Nato a Milano nel 1931, sin da giovane si interessa di disegno industriale e di architettura partecipando, appena maggiorenne, al Congresso Internazionale di Architettura Moderna dove ha modo di conoscere i principali esponenti europei di architettura dai quali trarrà spunto per la sua creatività.
Studente di architettura, frequenta sia il Politecnico di Milano che l’Università di Venezia ed è proprio nella città lagunare che Vignelli ottiene il suo primo vero lavoro: progettare delle nuove lampade per la Venini Glass. I lavori realizzati in questo contesto sono stati così innovativi da guadagnare un posto di rilievo in alcuni musei dove sono attualmente esposti.
Sempre in questo periodo, quello che diventerà uno tra i più noti design italiani, si occupa anche di grafica editoriale progettando layout di giornali e libri, rendendosi conto che la grafica stava subentrando ai suoi interessi di architettura.

1957:l’anno della svolta

Nel 1957 Massimo Vignelli si sposa con Lella che, oltre ad essere sua moglie, sarà la sua più fedele compagna di lavoro. Nello stesso anno si trasferisce negli USA, dopo aver accettato un progetto di lavoro da un’azienda del Massachusetts. Se quel progetto però non offre al designer il riconoscimento che merita (l’azienda non accetta nessuna delle sue idee perché ritenute troppo avanti per i tempi), l’IIT Istitute of Design di Chicago gli offre una cattedra che permetterà alla coppia di restare due anni nell’Illinois e di conoscere Mies Van der Rohe e altri esponenti dell’architettura mondiale.
Rientrato in Italia nel 1960 Vignelli apre insieme alla moglie Lella, un proprio studio e comincia a lavorare per grandi brand come Pirelli, Olivetti, Sansoni e Xerox. Sono anni nei quali si affina la capacità della visione creativa di una particolare comunicazione visiva che viene apprezzata da tutti i suoi clienti.
A metà degli anni Sessanta, la coppia decide di trasferirsi definitivamente negli USA per aprire uno studio di grafica a livello internazionale che prenderà il nome di Unimark International e che vedrà la compartecipazione societaria di professionisti come Bob Noorda, Ralph Echerstrom, Jay Doblin, Larry Klein, Wally Gutches e James Fogelman.
In breve tempo lo studio assunse una rilevante importanza che vide l’apertura di sedi in altre parti del mondo come Chicago, Melbourne, Londra, San Francisco, Milano e altre ancora.
La Unimark International fu capace di progettare grafiche per la Ford, l’American Airlines e per la metropolitana di New York.
Oltre a coordinare i lavori delle sedi dello studio in ogni sua branch, Vignelli ebbe il compito di realizzare la mappa della metropolitana della Grande Mela che suscitò giudizi contrastanti ma che fu apprezzata dal MoMA di New York che la volle inserire nella sua collezione permanente.

Uno stile inconfondibile

Lasciata la Unimark per dissapori con i soci, Vignelli apre insieme alla inseparabile Lella, la Vignelli Associates proprio a New York inserendo nel proprio portfolio clienti come IBM, Knoll, Benetton, Artemide, Poltrona Frau e Ducati.
Il suo stile gli permette di spaziare all’interno di una miriade di progettualità che vanno dai layout editoriali al packaging toccando anche operazioni di identità visuale come quella dedicata alla compagnia inglese delle ferrovie o quella delle FFSS per le quali progetta la segnaletica.
Le collaborazioni non si contano più anche se la più prestigiosa è quella con il Rochester Institute of Technology.
Così come non si contano premi e riconoscimenti che ha guadagnato a partire dal Gran Premio Triennale di Milano e il Compasso d’Oro (ambedue nel 1964) e terminare con il prestigioso Architecture Award da parte dell’American Academy of Arts and Letters di New York (1965).

Il suo stile chiaro e un design privo di orpelli – dove risulta ricorrente l’uso del font Helvetica – permette a Massimo Vignelli di essere considerato tra i più prestigiosi e capaci creativi che hanno valorizzato l’arte del graphic design di tutti i tempi.

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