Double game di Sophie Calle: se il lettore diventa “voyeur”

Double Game di Sophie Calle - Il libro del mese

Double Game di Sophie Calle non è un romanzo, non è un volume artistico, non è un libro fotografico: è piuttosto un diario che si presenta al lettore in una duplice veste, letteraria e visiva. Non solo restituisce le riflessioni dell’autrice rispetto ad un particolare avvenimento o episodio, ma mette il lettore innanzitutto nella posizione di voyeur seriale della quotidianità altrui.

L’ artista francese Sophie Calle passa gran parte della sua vita ad osservare il mondo e le persone che la circondano, con curiosità quasi morbosa. L’ossessività con cui traccia storie e caratteri delle persone che incontra emerge in modo prepotente dai suoi lavori, non ultimi quelli fotografici.

Particolari anche le sue influenze: Double Game si ispira alla storia di Maria – protagonista del Leviathan di Paul Auster – personaggio a sua volta influenzato dall’autrice stessa. Un gioco di incastri che travolge (e talvolta disorienta) il lettore, che peraltro è chiamato da subito a compiere una piccola iniziale violazione di intimità: per aprire il libro è necessario sciogliere il nastro rosso che lo chiude. Solo dopo può entrare nel mondo di Sophie: straniante, voyeuristico, a tratti paranoico.

Perché scegliere questo volume come libro del mese di dicembre, dunque? Principalmente, per la progettualità che sottende a tutto il racconto: il libro è un susseguirsi di progetti che vedono protagonista Sophie/Maria, creando particolari tipi di narrazione.

I progetti che ci hanno più colpiti

  • “La dieta cromatica”: la Calle si cala nei panni di Maria e per una settimana segue The Cromatic Diet. Associa, cioè, un colore ad ogni giorno della settimana: il lunedì all’arancione, il martedì al rosso, il mercoledì al bianco, il giovedì al verde, il venerdì al giallo, il sabato al rosa e la domenica all’insieme dei colori.
    Il risultato è quello di una serie di scatti di food uniti dal comun denominatore della serialità. A ben guardarli, nessuno still life tra quelli del progetto è particolarmente emozionale: eppure, la scelta di ogni giorno a un colore preciso, costringe il lettore a concentrarsi su un colore e quattro, cinque ingredienti al massimo.
  • “To follow…”: serie dedicata agli scatti e agli appunti presi nell’arco di un mese del 1979 in cui Sophie ha seguito degli sconosciuti. “Non sapevo nulla di loro e non mi interessavano particolarmente” scrive. Il suo è solo spirito voyeuristico.
  • “The Hotel”: uno dei progetti più interessanti del volume, nient’altro che la documentazione di tre settimane di lavoro della Calle che, nell’ordinaria pulizia delle camere di un albergo di Venezia, ne ha descritto gli occupanti attraverso gli oggetti lasciati nella stanza. Le camere, così disordinate, raccontano storie e descrivono vite. Ancora una volta compare l’intento voyeuristico che contraddistingue i lavori della Calle.

Double game è un diario sui generis che porta alla scoperta del suo autore, e, soprattutto, del mondo straniante descritto dal suo sguardo.

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