Schemi di luce

Rembrandt, laterale, a farfalla, piena, a fessura: gli schemi di luce principali a disposizione di un fotografo tendono, in genere, a rientrare in questi cinque modelli.

Quanto è importante per un fotografo imparare a maneggiare la luce dal punto di vista tecnico? Moltissimo, naturalmente. E non lo è solamente nel caso della luce naturale, che va letta, modellata e trattata in maniera sapiente, ma anche della luce riprodotta in studio.

In un ambiente controllato è il fotografo e scegliere dove posizionare le luci. E a seconda che lo faccia frontalmente, lateralmente, posteriormente, la scena assume un diverso tipo di mood. Alcuni dettagli vengono amplificati, altri sfumati, emergono tante diverse letture e tanti diversi stili.

Si può scegliere di utilizzare una luce calda o fredda, puntiforme o diffusa, posizionata in modo differente. Tutto purché si tenga presente l’obiettivo: la luce parla ed è in grado di delineare precise caratteristiche di ciò che si scatta e dell’ambiente ad esso circostante. Modellare le ombre in modo morbido non sarà lo stesso che utilizzare una luce dura, diretta. La fotografia parlerà in altro modo.

Ci sono fotografi in grado di utilizzare la luce in maniera estremamente interessante, che si tratti di un ritratto o meno. Alcuni si divertono ad utilizzare la luce artificiale per ricreare una luce ambiente, mentre altri ne utilizzano di estremamente destabilizzanti. Si tratta di scelte stilistiche che nulla hanno a che vedere con giudizi di qualità: non esiste un modo giusto o un modo sbagliato di utilizzare una fonte luminosa, perché ognuna è in grado di aprire nuove possibilità.

Nel salotto fotografico di ieri abbiamo parlato delle tante maniere che abbiamo per utilizzare gli schemi di luce e di come questi siano in grado di raccontare tanto l’oggetto dello scatto che il fotografo che lo compie. L’importante non è saper costruire un Rembrandt tecnicamente impeccabile, ma essere in grado di valutarne l’opportunità in base a ciò che si vuole trasmettere in un dato shooting.