Packaging: i legni teneri

La realizzazione del packaging di prodotto è un asse centrale nel determinare l’identità di un progetto. Come agenzia di sviluppo, comunicazione e marketing ci occupiamo della veste del prodotto, che silenziosamente comunica quali sono le caratteristiche e i valori di ciò che vogliamo portare al pubblico.

 

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Riallacciandoci alla distinzione tra legni duri e legni teneri di cui abbiamo parlato nello scorso articolo parliamo adesso dei diversi tipi di legni teneri e delle loro caratteristiche. Ognuno di questi offre un diverso spazio di possibilità per soluzioni di packaging di prodotto: forma, odore, venature e peso.

Guardiamoli da vicino. 

 

Pino

Il pino è il primo e più comune legno tenero che può capitarci di incontrare. Nonostante in natura siano presenti più di cento tipologie differenti di pino, restano dei fattori stabili in qualunque parte del mondo: da colorazioni che vanno dal bianco sporco al marrone scuro, il pino è caratterizzato da venature dritte e ruvide; inoltre, è generalmente un legno che non viene utilizzato per gli esterni (a meno di ricoprirlo con una vernice protettiva), e nel corso del tempo il suo colore si scurisce.

 

Abete

Tra i diversi tipi di abete troviamo sia l’abete di Douglas sia quelli che rientrano tra gli “abeti rossi”. Il primo è un tipo di abete che cresce nell’entroterra dell’America del Nord, con alberi che superano anche i 100m di altezza e che presentano una struttura del fusto estremamente resistente. Per questo, l’abete di Douglas è utilizzato soprattutto per usi strutturali.

Per quanto riguarda gli abeti rossi, invece, possiamo citare le due varianti più comuni: l’abete rosso norvegese e il Sitka. In generale, questo tipo di legni presentano una forte resistenza anche dopo l’essicazione che, combinata con l’assenza di nodi, lo rende un materiale molto adatto alla costruzione di strumenti musicali.

 

Cedro

Il cedro è un legno tenero che, al momento del taglio, sprigiona oli che lo proteggono dalla decomposizione e dagli insetti. Questo lo rende un legno che, sebbene sia facile da scheggiare, può essere utilizzato in esterno. Il suo colore va dalle tonalità più chiare del bianco e del giallastro, fino al bruno rossastro. 

 

Larice

Il larice cresce in diversi luoghi e latitudini del mondo, e questo differenzia anche il modo in cui cresce. Nei climi freddi, infatti, il larice crescerà più lentamente, restituendo un legno più duro e resistente. Inoltre, analogamente al cedro, anche il larice produce nel momento del taglio degli oli che lo proteggono e che permettono di utilizzarlo all’esterno. Il colore, in questo caso, cambierà dal marrone chiaro fino al grigio.