[Photo]monographs – Cecil Beaton

Cecil Beaton

Gli appassionati della storia della fotografia e di coloro che l’hanno valorizzata, non possono non fare riferimento a Sir Cecil Beaton, nato nei primi anni del secolo scorso a Londra e divenuto uno tra i più apprezzati fotografi a livello mondiale. Si può dire che la sua vocazione nacque quando, poco più che undicenne, Cecil ricevette per regalo una Kodak 3A a soffietto con la quale cominciò a fotografare le persone della sua famiglia, educandosi in questo modo a perfezionare le tecniche del ritratto.

I suoi studi terminano a Cambridge dove, dopo il liceo, aveva scelto di studiare storia e architettura. Sarà proprio quest’ultima ad indirizzare Beaton verso la scenografia e il disegno di costumi per il cinema. Contemporaneamente si applica per sperimentare tecniche di illuminazione e si specializza nello sviluppo e stampa della fotografia, non sospettando che tutte queste cose lo avvieranno a vincere due Oscar e a percorrere una brillante carriera come fotografo.

Molto più della sola fotografia

Gli interessi di Cecil Beaton, come abbiamo visto, sono stati molteplici. Ama ritrarre in foto soprattutto gente famosa come nobili, attori, appartenenti alla High Society. Dopo aver aperto nel 1925 un suo studio di fotografia nella capitale britannica, quattro anni più tardi raggiunge gli Stati Uniti per collaborare in modo continuativo per Vanity Fair, Harper’s Bazar e Vogue realizzando il suo sogno di frequentare proprio quegli ambienti che hanno sempre calamitato la sua attenzione. L’arte del ritratto che Beaton riesce a riassumere in ogni suo scatto gli permette di divenire il fotografo delle stars di Hollywood: da Greta Garbo a Gary Cooper passando per Marlene Dietrich e Katherine Hepburn.

La raggiunta fama è notata anche in altri ambienti e, durante la Seconda Guerra Mondiale, viene chiamato dal Ministero dell’Informazione Britannico e nominato fotografo ufficiale con l’incarico di fotografare l’attività della Royal Air Force nel Regno Unito. Ed è in questo contesto che una sua foto che ritrae una bambina in un letto di ospedale stringendo una bambola di pezza rappresentando tutta la drammaticità del conflitto, diviene una copertina di Life che scuoterà non poco l’opinione pubblica nordamericana.

Terminata la guerra, Beaton continua la sua attività impreziosita dall’essere anche il fotografo di fiducia dei reali inglesi ma è nel ’56 che viene riconosciuta ufficialmente l’altra sua passione, quella di essere un costumista di notevole spessore. Infatti vince un Oscar per le scene e per i costumi del film Gigi; oscar bissato otto anni più tardi da una seconda statuetta che lo premia per il film My Fair Lady come costumista.

Un cattivo molto tecnico

Ma in cosa si distingue Cecil Beaton rispetto agli altri? La creatività e l’estro che gli permettono di trovare delle inconsuete alchimie dove la sua vena ironica riesce a rielaborare il soggetto trasformandolo in un’armonica metafora dello stesso. La lista dei soggetti da lui ritratto è lunga e, tutti i reali inglesi a parte, ci sono attori e personaggi famosi. In un contesto ricco di nomi non possono non essere segnalati i lavori più significativi come Mary Taylor, i fratelli Marx, Katharine Hepburn, Marilyn Monroe, Marlene Dietrich.

Beaton è famoso anche per la bassa considerazione e i giudizi al veleno che lanciava a molti dei suoi modelli. Infatti aveva apostrofato Wally Simpson come una grande mucca muscolosa; Marilyn Monroe era un basilisco; la Hepburn come vipera marcia e inveterata; Marlene Dietrich una ciarlatana, bugiarda e noiosa e la Taylor insopportabile e volgare. I giudizi di Beaton non sono tratti da gossip ma raccontati nei diari che il fotografo puntualmente aggiornava dopo ogni incontro con quei VIP che tanto lo aveva attirato. Ben cinquant’anni di giudizi al vetriolo dove sono riportati pareri su Dalì, Jagger, Churchill, Harrison, Andrews e via dicendo. Ma non solo critiche: secondo Beaton la Hepburn (Audrey) era l’unica star intelligente e Fred Astaire, un uomo dal volto perfetto.

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