[Photo]monographs – Helmut Newton

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Quando si parla di fotografi specializzati nei ritratti di nudo, il primo nome che viene in mente è quello di Helmut Newton.
Il berlinese Helmut Neustädter (Newton è il suo pseudonimo) nasce da una famiglia ebrea nel 1920 e lascia la Germania delle leggi razziali con destinazione Trieste dalla quale, nel 1938 partirà con destinazione Singapore, imbarcandosi su di una nave.
Ed è proprio in questo angolo di Estremo Oriente che il giovane Helmut incomincia la sua carriera di fotografo in carica allo Strait Times che lascerà per svolgere, durante la Seconda Guerra Mondiale, il servizio militare nelle truppe australiane.

Helmut Neustädter iniziò ad occuparsi di fotografia grazie alla berlinese Elsie Neulander Simon, una fotografa professionista che lo introdusse nel mondo dei ritratti, foto di moda e nudi artistici: insegnamenti questi, che risultarono particolarmente formativi.
Negli ultimi anni cinquanta del secolo scorso, Helmut si trasferisce nella capitale francese e a Parigi rimarrà per ben venticinque anni dove collaborerà con molte prestigiose riviste. Il fotografo ha già avuto modo di lavorare con Vogue Australia in modo continuativo e che contribuisce a creare una certa notorietà che lo porterà a collaborare per le edizioni inglese, francese, americana e italiana di Vogue, Queen, Marie Claire, Elle, Nova, American Playboy, Jardin des Modes oltre che per Stern e Life.
Colpito da un problema cardiaco nel 1970, Newton lascia Parigi per Montecarlo e, successivamente, per trasferirsi a Los Angeles dove a causa di un incidente d’auto, morirà nel 2004.
Saranno proprio gli anni ’70 a consacrarlo come un eccellente (e controverso) fotografo di nudi tanto da essere richiestissimo.

All’altezza della propria cattiva reputazione

Così si esprimeva Helmut Newton a proposito della fama che aveva raggiunto attraverso quel taglio da lui dato ai suoi lavori di nudo, dov’erano presenti elementi riferiti in modo sottile ma esplicito all’omosessualità, al voyeurismo e sadomasochismo.
Contrastanti i commenti dei critici che si dividono tra coloro che lo reputano geniale e quelli che lo considerano un fotografo che ha superato il confine con il buon gusto.
Ed è proprio su questo tasto che intelligentemente, Newton, lavora proponendo sempre nuove provocazioni in chiave erotica.

Il primo suo libro di foto, fu edito nel 1974 e sollevò una selva di accuse di razzismo per via del titolo da lui scelto ‘White Women’ e dal fatto che i soggetti femminili da lui ritratti non annoveravano donne di colore.
La donna di Helmut Newton è muscolosa, alta e non passa inosservata ed è quanto richiederà il mondo della moda nel decennio successivo.
Le sue immagini dettano perfettamente le sue fisime e le sue ossessioni e si traducono in atteggiamenti all’epoca considerati trasgressivi e poco dignitosi per il genere femminile, tanto da generare scandalo e moti di riprovazione.
Oggi, questo libro è considerato un libro che ha fatto leggenda, non solo per essere stato premiato con il prestigioso Kodak Photobook Award ma in quanto ha inaugurato il genere erotico legato al mondo della moda tanto da essere considerato ‘porno-chic’.
Il 1978 vede la sua seconda pubblicazione dal titolo Sleepless Night e, solo due anni più tardi, Big Nudes può definirsi la consacrazione dello stile erotico urbano scelto dall’occhio di Newton che non centellina affatto il meglio della tecnica fotografica.

Il concept di Newton

L’ erotismo patinato, spesso con virate sadomasochiste e feticistiche, caratterizzano i lavori di Newton che preferisce una donna androgina sottomessa volontariamente oppure in posizione di attacco.
Sono delle inquadrature che eliminano quel labile confine tra nudo artistico, erotismo e moda e che evidenziano la trasformazione sociale del ruolo della donna secondo Newton.
Un elemento di provocazione è dato dal servirsi della nudità integrale anche per i servizi di moda, dissacrando a quei tempi, dei concetti quasi immobili e aprendo un cammino che è servito a molti professionisti dopo di lui.

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