[Photo]monographs – Michael Kenna

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Michael Kenna è nato a Widnes, nel Regno Unito, il 10 novembre 1953. Ultimo di sei figli, è sempre stato attratto dalla solitudine, forse anche per allontanarsi da una famiglia caotica e rumorosa in cui era cresciuto. Per tale ragione, fin da ragazzo ha trovato nella fotografia il suo mondo ideale: andava alla ricerca dei luoghi più silenziosi in cui dedicarsi alla sua arte, trovando ispirazione nei paesaggi sconfinati dei dintorni della sua cittadina.

Si è sempre distinto per la sensibilità del suo animo e, benché la sua fosse una famiglia operaia ben lontana dalla cultura e dall’arte, è riuscito a coltivare la sua passione con continuità: fin da piccolo mostrava una certa predisposizione all’arte pittorica, che in futuro lo ha portato a iscriversi alla Scuola d’Arte Banbury nell’Oxfordshire. Prima di questo passaggio, la spasmodica ricerca del silenzio e della tranquillità hanno portato Michael Kenna a rinchiudersi in un convento all’età di 11 anni, ma capì ben presto che non era quella la vita che avrebbe voluto fare.

La scuola d’arte gli ha permesso di imparare le basi dell’estetica dell’immagine, ma il mondo della pittura di quegli anni era troppo clientelare per uno spirito libero come Michael Kenna, che amava esprimere la sua arte senza costrizioni e senza imposizioni.

Anche per questo motivo sposa la fotografia, immergendosi anima e corpo nello studio delle tecniche, cimentandosi in qualsiasi tipologia di fotografia, fino a trovare la sua strada. Sebbene abbia sempre avuto una fortissima attrazione per i luoghi silenziosi e incontaminati, suoi soggetti preferiti per la produzione fotografica, prima a Londra e poi in California ha lavorato in qualsiasi direzione, acquisendo l’esperienza necessaria per sopravvivere in questo mondo. A San Francisco fa probabilmente l’incontro che più di tutti caratterizzerà la sua produzione fotografica, quello con Ruth Bernard per il quale collabora per lungo tempo. Lo stile di Michael Kenna è inconfondibile.

L’assenza umana è uno dei caratteri che meglio di altri distinguono la produzione di Michael Kenna, che ha fatto del bianco e nero una delle sue firme. Inoltre, il fotografo inglese è ben noto anche per la sua passione (e bravura) nelle lunghe esposizioni, che spesso raggiungono le 10 ore. Proprio Ruth Bernard, parlando di lui, ne diede tempo fa una definizione perfettamente calzante: “Sembra essere venuto da un tempo e da uno spazio diversi”.

Oggi, la sua produzione si incentra quasi esclusivamente sulla fotografia paesaggistica.

Immagini cariche di suggestione e di atmosfera. Michael Kenna ama fotografare in condizioni di luce molto bassa, proprio per rendere al meglio con le sue lunghe esposizioni, quindi le sue immagini sono prodotte soprattutto durante la notte oppure all’alba e al tramonto, o magari nelle tetre giornate invernali, quelle che hanno accompagnato la sua infanzia nelle campagne inglesi.

Kenna disegna con la luce, lo fa attraverso il movimento delle nuvole, dell’acqua e delle stelle. Non sono immagini didascaliche le sue, che non ama creare le fotocopie (come da lui stesso dichiarato) ma sono fotografie che catturano l’anima del luogo ritratto, un’essenza sfuggente e sfuggevole che non tutti sono in grado di cogliere. Anche le metropoli, nelle foto di Kenna, sembrano delle città deserte, abbandonate al loro destino. Perché Michael Kenna non fotografa l’uomo ma la sua impronta lasciata sul mondo.

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