[Photo]monographs – Tina Modotti

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Prima di parlare di una icona della fotografia come Tina Modotti, vogliamo fare una panoramica su quella che fu la sua tecnica fotografica, considerando il fatto che questa utilizzava una poco pratica, voluminosa e pesante Graflex che inibiva molte possibilità di ripresa come la velocità di inquadrare il soggetto da riprendere. Nonostante questo, Tina Modotti ha saputo realizzare delle immagini ricche di spontaneità che sono entrate di diritto nella storia della fotografia.
Tutto merito della sensibilità non solo artistica ma politica di una donna che nella sua breve vita come fotografa, ha dimostrato di avere delle indubbie qualità di trasmettere con gli scatti da lei realizzati, un profondo messaggio sociale.
Al giorno d’oggi le foto della Modotti potrebbero essere considerate appartenenti a quel segmento battezzato come Street Photography che, tuttavia sente il riflesso della Bauhaus tedesca che emerge da una ricerca di forme geometriche a volte anche casuali e dall’assorbimento di alcuni dettami presi dal padre della sua amica Frida Kahlo, che fu un fotografo di architettura.

Una vita piena di passioni

Inquadrare la vita di Tina Modotti in poche righe appare un’arrogante operazione che non offrirebbe più che semplici spunti da approfondire.
La vita di questa donna non può essere compattata semplicemente descrivendola solo come fotografa e come comunista pasionaria.
Tina è stata molto di più: operaia, attrice, musa ispiratrice, compagna rivoluzionaria, attivista politica, anticipatrice di denunce sociali, moglie, amante di uomini e donne e altro ancora.
La sua incredibile vita inizia nel 1896 quando, in un piccolo paesino vicino a Udine, nasce in seno ad una famiglia dalle umili origini. La mamma cucitrice e il padre carpentiere, la battezzano con il nome di Assunta Adelaide Ligia Modotti Mondini anche se tutti la chiameranno solamente Tina.
Era l’epoca di un socialismo che oggi si definisce romantico ma che a quel tempo significava lotta di classe e battaglie per l’emancipazione delle classi popolari dalle quali proviene la famiglia Modotti.

In questo contesto Tina cresce seguendo il padre a Klagenfurt nella vicina Austria, dove si reca per un paio d’anni a lavorare e poi, aiutando la famiglia andando a lavorare in una filanda mentre, nel tempo libero, apprende la fotografia nello studio di uno zio.
Nel frattempo il padre emigra nuovamente ma, stavolta, verso gli Stati Uniti per cercare fortuna e dopo qualche tempo, viene raggiunto dalla famiglia.
Tina si trova a San Francisco pronta ad affrontare un nuovo capitolo della sua vita e nel 1916, sposa il pittore Roubaix de l’Abrie Richey, detto ‘Robo’ con il quale si trasferisce a Los Angeles. Nella mecca del cinema muto, la bellezza di Tina non passa inosservata tanto da diventare attrice in alcuni film e permettergli di conoscere il falso mondo della celluloide dalla quale fugge.

Tina conosce il fotografo Edward Weston con il quale, nel 1923, raggiungerà il Messico rimanendone affascinata ed entrando nel movimentato mondo culturale. Fa amicizia con il famoso pittore Diego Riviera e con la sua compagna, Frida Kahlo – con la quale la Modotti avrà un’appassionata storia d’amore – e partecipa in maniera attiva alla politica iscrivendosi al Partito Comunista Messicano del quale diviene la fotografa ufficiale.
In questo periodo Tina Modotti sfrutta l’opportunità di fare delle foto che resteranno nella storia della fotografia : sono foto di denuncia sociale e atti di condanna di una società ingiusta.
Ma è anche il periodo nel quale conosce Vittorio Vidali, un compagno italiano inserito in seno del Partito Comunista dell’URSS.
La fama di Tina cresce così come l’astio da parte del governo messicano per le sue azioni di denuncia e, per questo, espulsa dal Paese.
Tina gira l’Europa (Rotterdam, Berlino, Parigi, Mosca) fino a rimanere in Spagna nel 1936 per documentare la Guerra Civile che infiamma il suolo iberico, sempre in compagnia di Vidali e per dare il suo contributo al Soccorso Rosso Internazionale fino al 1939.

Dopo una breve permanenza a Parigi, Tina rientra in Messico dove nel 1942 e all’interno di un taxi, troverà la morte a causa di un infarto. In realtà la sua scomparsa appare del tutto sospetta e darà modo a molti di ipotizzare che sia stata uccisa proprio dal suo compagno Vidali (già accusato di essere stato l’esecutore del Comintern dell’assassinio di Trotskji).

Quel che è certo è il fatto che a soli 45 anni Tina Modotti acquisisce una caratura internazionale e non solo perché è stata compagna di Edward Weston, Xavier Guerrero , Julio Antonio Mella e Frida Kahlo, bensì per la sua intensa attività politica e sociale e per il taglio dato alle sue foto pubblicate su molte riviste dell’epoca come Forma, New Masses, Horizonte, Mexican Folkways, Arbeiter – Illustrierte – Zeitung.

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