Post-produrre con Photoshop: perché Lightroom non basta

Abbiamo già spiegato come l’uso di Lightroom su una fotografia equivalga allo sviluppo di un rullino in camera oscura. Sviluppando la foto, infatti, si recuperano informazioni sui punti di luce e di ombra, rendendo il file il più possibile neutro. La foto, così lavorata, è pronta per essere personalizzata in intensità, saturazione, contrasto, o per essere sottoposta a cambiamenti strutturali ancora più profondi.

Ci sono fotoamatori che completano la post-produzione delle loro foto direttamente con Lightroom, senza passare alla lavorazione su Photoshop. Gli strumenti a disposizione per post-produrre una foto con Lightroom non sono infiniti, ma più che sufficienti per una buona resa.

Eppure post-produrre unicamente con Lightroom a volte non basta.

Post-produrre con Photoshop

Partiamo dalle basi. Il funzionamento di Photoshop è geniale nella sua semplicità: quando si modifica una foto, lo si fa lavorando su livelli. Cosa significa?

Immaginate di avere a disposizione tanti fogli di carta velina, uno per ogni regolazione da applicare alla foto. Le modifiche che andrete ad imprimere sull’immagine non saranno applicate direttamente al file, ma al foglio che la copre. Nella sostanza, questo significa una cosa molto semplice: lavorando su un foglio e non sull’immagine, eliminerete il rischio di danneggiare il file.

Questo è sempre vero? Non esattamente.

Ci sono infatti azioni che non vanno ad intaccare le informazioni del file (è il caso delle modifiche di tono, contrasto, saturazione) e altre strutturali, che invece agiscono direttamente sui pixel di cui la foto si compone. Se avete deciso di ridurre la rotondità di un volto, ad esempio, non potrete utilizzare un livello – o una maschera di livello – ma dovrete agire direttamente sull’immagine, andando a modificarne la struttura.

Per questa ragione crearsi un workflow che garantisca una logica nel processo di lavorazione per la post-produzione delle proprie foto è assolutamente necessario: prima si modificano le informazioni rilevanti, e poi, quando si è certi della resa, le altre. Perché? Per non rischiare di perdere interi passaggi nel tentativo di resettare modifiche di cui non si è più certi.

Durante la lezione abbiamo messo a confronto due foto, post-prodotte una interamente con Lightroom e l’altra con Lightroom e Photoshop, poi abbiamo provato a tornare al livello di partenza. Con una delle due siamo riusciti a farlo, con l’altra no. Quale delle due secondo voi era la più danneggiata? Siamo sicuri che ormai saprete la risposta.

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